Metti una sera un tassista assurdo a Roma…

Mentre ieri tornavamo a casa abbiamo deciso di non tornare con i sudici mezzi ma di prendere un taxi.
Per strada non se ne è fermato neanche uno e quindi siamo arrivati fino a Piramide a piedi e ci siamo appostati proprio sotto al cartello con la scritta a caratteri cubitali “TAXI”attendendo fiduciosi. 

Dopo qualche minuto ne arriva uno, accosta abbassando il finestrino e ci fa: “Dove dovete annàh?” – “Tuscolana” – “No no, mi dispiace io sto per finire il turno e abito da tutt’altra parte, ora arriva qualche collega sicuro.”
Bestemmio sommessamente e lo mando a fanculo dall’interno. 
Dopo 30 secondi ne arriva un altro, accosta e ci carica come due viados senza fiatare. 
Era un piccolo uomo rattrappito, con i capelli completamente bianchi e gli occhiali. Fra le due bocchette centrali dell’aria c’era una figurina di Papa Francesco e attaccati allo specchietto retrovisore una quantità immane di ciondoli che arrivavano fino alla leva del cambio. 
Ci saluta e con l’accento del cavaliere fa: – “mi consênta ma come mai il collega non vi ha preso?” – “Eh – dico – aveva finito il turno e cercava qualcuno che fosse di strada” – “ma che c’entra, pure io abito da tutt’altra parte, a Spinaceto, ma mica vi lascio a piedi!”

“Già lo amo” penso fra me e me. 

– “Avete sentito l’ultima su Berlusconi?” 
– “No, questa mi manca, che altro ha fatto?”
– “Il problema è che non c’è mai l’ultima su Berlusconi” 

Ridiamo e lui inizia a srotolare battute su battute, una dietro l’altra fino a quando non confessa: “Io sono un barzellettiere. Non solo un barzellettiere in realtà, ho 73 anni ma me ne sento 30 io oh. Ora ve ne racconto una.”

C’era un cinese che doveva prendere la patente ma gli avevano rifiutato la domanda perché non sapeva l’italiano. 
Ma lui questa patente la voleva sul serio, ne aveva davvero bisogno e quindi decide di fare un esame di italiano.
Si prepara benissimo e va in sede d’esame super carico. 
Aspetta il suo turno e quando tocca a lui l’ingegnere gli spiega le modalità d’esame: “Dunque adesso io aprirò una di queste buste, ognuna di esse ha un argomento diverso, io le faccio le domande e lei risponde.”
– “Pelfetto – dice il cinese – sono plonto!”
– “Bene.” L’ingegnere apre una busta e legge a voce alta: “Proverbi! Io inizio il proverbio e lei lo completa!”
– Sìììì, sono plepalatissimo sui plovelbi!”

– “Dunque, sopra la panca la capra…”
– “campa, sotto la panca la capla clepa!
– “Tanto va la gatta al lardo…”
– “Che ci lascia lo zampino!”
– “Meglio un uovo oggi…”
– “Che una gallina domani!”
– “Can che abbaia…”
– “POCO COTTO!”

E così per tutta la durata del viaggio, ce ne ha raccontate almeno 4. Talmente tante che io non ce la facevo a prendere nota. 
Arriviamo sulla Tuscolana, proprio sotto casa, paghiamo a malincuore e proprio mentre apro la portiera lui mi fa: “Dai chiudi ‘sta portiera che mi entra lo smog ve ne racconto un’altra e poi se ne annamo!”

C’è Gigetto, un signore anziano di Trastevere rimasto vedovo da un po’ di anni. Da qualche tempo però ha un intrallazzo con una signora più piccola di lui ma l’età avanzata non gli permetteva di raggiungere più l’erezione. Gigetto quindi si ritrova in un bar di Trastevere a parlare con il suo amico storico e gli confessa tutte le sue paure. 
– “Gigè, se non voi fa brutte figure e nun la voi perde, me devi crede, magna il pane! Se magni il pane, ogni giorno, vedrai che ti ritorna tutto alla perfezione! Ne devi mangiare tanto però popo tanto. 
– “Ma che me stai a dì?”
– “Te lo giuro Gigè, SENTI A ME, MAGNA IL PANE!”
Gigetto quindi carico il giorno dopo va nel suo panificio di fiducia e invece di prendere il solito pezzo di pane che da tempo gli bastava, dice:
– “Ciao Albè, che me dai 6-7 rosette? Famo dieci va!”
– “A Gigè ma che devi fa con tutto sto pane?!? Poi ti diventa duro!”
– “AAAAAA MA ALLORA LO SAI PURE TE, DAMMENE DU’ CHILI!”

Morto dalle risate lo saluto ringraziandolo per le risate e per la sua simpatia e lui mi fa: “Il piacere è stato mio, sono 46 anni che faccio questo mestiere, mi sono sempre divertito ma fra poco finisco.” 

Un pezzo di storia romana su quattro ruote.

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