Pulcini a Pasqua

Mi ha chiamato mamma, era al mercato e mi ha ricordato che da piccolo ero proprio un coglione.

Mamma: “Ste’ sono al mercato con papà e Marilena, sai cosa ci sono? I pulcini e le papere!”

Non so se da voi c’è questa usanza ma da me è una cosa abbastanza normale, prima di Pasqua, c’è sempre ‘quello che vende i pulcini e le papere’.

Io: “Oh, oddio. Ogni anno!”
Mamma: “Eh Ste’, ma ti ricordi quanti ne hai fatti morire?”

Sì, ne ho fatti morire, buh, credo una cinquantina.
Perché tu potevi fare qualsiasi cosa, anche fare una reggia di cartone con banchetti degni di un ristorante con 3 stelle Michelin (ho fatto anche questo) ma ‘sti stronzi morivano sempre. Aspettativa massima di vita, tiè, 5 giorni.
La cosa più divertente in tutta questa storia è che più crescevo, più ne volevo. Prima un pulcino solo, poi un pulcino e una papera, poi tre pulcini e due papere poi ho accannato con i pulcini ed ho preso solo papere che mi facevano ridere di più quando correvano ma cazzo, cazzo, cazzo morivano sempre.

All’inizio mi sentivo San Francesco D’assisi nel bel mezzo di un videoclip del Cantico delle Creature feat. le Spice Girls poi tre giorni schiattavano tutti e mi sentivo Norman Bates di Psycho.

OGNI FOTTUTISSIMO ANNO.

4 thoughts on “Pulcini a Pasqua

  1. Anche da me si vendevano i pulcini (chissà se ancora adesso).
    Lo sai che ne avevo comprati due e…rullo di tamburi…sono campati un sacco? Cioè, avevano messo le penne e stavano diventando galline. E quindi ho dovuto toglierli dalla gabbia in cui ce l’avevo e metterli in cortile.
    Poi una notte il cane di mio zio, un dalmata imbestialito dalla cattività (mio zio lo teneva sempre legato), si è sciolto e se li è mangiati entrambi.
    Pure le tartarughe si mangiava, quel cane.
    Che cosa triste. Ho pianto tanto.

  2. Mio cugino (quasi fratello, perchè siamo cresciuti insieme), aveva la tua stessa mania.
    Ad ogni festa di paese, pulcini e paperette.
    E campavano eh.
    Fino a che la nonna non ci diceva che aveva trovato morto il pulcino/papera in questione.
    E non ci accorgevamo della straordinaria coincidenza con cui la suddetta nonna, ci serviva porzioncine di carne dal sapore strano a pranzo.

    Non so cosa sia peggio.😦

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