Il prossimo che mi dice: “Cucinare mi rilassa”, fa una brutta fine.

Il prossimo che mi dice: “Cucinare mi rilassa” lo prendo a padellate zen in faccia con la musica da meditazione di sottofondo ed un incenso spiritual guide su per il deretano.
Cosa c’è di rilassante nel cucinare?

Dosi, tempi di cottura, la pasta che diventa BigBabol, pianti da sbucciamento della cipolla, aglio in camicia che con me al massimo è in pigiama, puzza di fritto, puzza di pesce, PIATTI DA LAVARE, panna che impazzisce, zabaione che diventa una frittata se la fiamma è troppo alta, torte che non crescono con ansia da prestazione. Devo continuare?

Mangiare al ristorante è rilassante, non cucinare.

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