Noi siamo poi così tanto diversi.

Da piccolo avevo un passatempo un po’ strano, in giornate come questa, passavo le ore alla finestra e mentre le gocce scrosciavano contro il vetro io ne sceglievo due a caso.
Le fissavo e le seguivo con lo sguardo, erano due gocce prescelte per la mia gara.
Le osservavo mentre venivano giù spinte dalla forza del loro peso, alcune si ingrossavano sempre di più durante la corsa, altre si univano in valzer coreografici con altre gocce prendendo altre strade, altre ancora si fermavano a metà strada come se avessero paura di continuare o altre dopo un momento di stallo ripartivano alla grande sbaragliando tutte le altre.
Ed io sceglievo sempre quella vincente.
Facendo finta di aver scelto sempre quella giusta, sempre alla fine.

Non siamo poi tanto diversi, noi.
Alcuni si fermano, altri si riprendono e altri ancora si perdono.

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